martedì 9 agosto 2011

attraversando la loosetv

sine glossa
Salisci, mia Diana, salisci,
salisci codesto scalino,
salisci, non vedi è bassino,
bassino, bassino, salisci.
Dal laboratorio di poesia [LdiP] alla rete matura [g+]

attraversando la loosetv [*]

L'atteggiamento laforguiano (quella che si chiama comunemente la sua ironia metafisica) incise sulla poetica di tutti i crepuscolari più scaltri, e soprattutto su Aldo Palazzeschi, che si trovò poi a militare nelle file dei futuristi proprio per il suo tono lontanamente laforguiano e per la possibilità di ironia estremamente intellettuale, datagli dal linguaggio futurista. Egli è solamente la coscienza riflessa, e perciò superatrice, del crepuscolarismo, che disgrega con il suo senso quasi parodistico del prosastico:
Salisci, mia Diana, salisci,
salisci codesto scalino,
salisci, non vedi è bassino,
bassino, bassino, salisci.
Corazzini aveva detto: «Io non sono un poeta;... Io non sono che un piccolo fanciullo che piange», definendo la sua posizione schiettamente crepuscolare; Palazzeschi dice: «Son forse un poeta? No certo... Son dunque un pittore? Neanche... Son dunque che cosa? Io metto una lente - davanti al mio cuore - per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia». Il fanciullo è stato sostituito dal saltimbanco, che ne è come la coscienza ironica. walter binni

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